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Ricerca, in Antartide lo studio dei cambiamenti climatici. Il Ministro Fioramonti e il Sottosegretario De Cristofaro: “L’eccellenza della scienza italiana per la difesa del Pianeta”

da | Nov 25, 2019 | News | 0 commenti

Giovedì, 21 novembre 2019

Il contrasto ai cambiamenti climatici parte anche dall’Antartide e lo studio del continente polare può dare risposte alla sfida ambientale globale. La ricerca scientifica in Antartide e l’analisi del ghiaccio, come strumenti di comprensione delle evoluzioni climatiche, sono state al centro della conferenza stampa che si è tenuta oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e a cui hanno partecipato il Ministro Lorenzo Fioramonti e il Sottosegretario Giuseppe De Cristofaro. L’occasione è il 60esimo anniversario del Trattato Antartico che ricorre il primo dicembre.

“Il lavoro degli scienziati italiani in Antartide è una grande eccellenza e rappresenta una importante collaborazione interistituzionale e interdisciplinare – ha detto il Ministro Fioramonti –. La ricerca legata alla sostenibilità ambientale è fondamentale per la preservazione degli ecosistemi del nostro Pianeta. Ecco perché dobbiamo fare in modo che la ricerca venga considerata un grande volano di sviluppo per il Paese e sia messa al centro della programmazione economica”.

A 60 anni dalla firma del Trattato Antartico e a 34 anni dall’avvio del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), la ricerca scientifica italiana nel continente antartico può contare su 87 progetti di ricerca attivi, 23 milioni di euro di finanziamenti annuali, due stazioni scientifiche e una nave rompighiaccio. La spedizione scientifica in corso per il 2019-2020 è la 35esima dell’Italia.

“La sfida è quella di scoprire sempre più un continente che ha un ruolo essenziale nella questione ambientale globale – ha dichiarato il Sottosegretario al MIUR, De Cristofaro – . Siamo in una fase storica segnata da un cambiamento climatico sempre più minaccioso e drammatico  con ripercussioni gigantesche nei vari Paesi del mondo. Studiare nel dettaglio quello che accade in Antartide è necessario per capire anche quello che succede in Italia. Un piccolo problema ai ghiacci dell’Antartide può significare l’acqua alta a Venezia, e la ricerca scientifica ci potrà aiutare a invertire la devastante tendenza delle conseguenze dei cambiamenti climatici”.

Durante la conferenza stampa è stato effettuato un collegamento video con la base scientifica italiana in Antartide “Mario Zucchelli” da dove i ricercatori e i tecnici in missione hanno raccontato le attività in corso. Alla conferenza hanno partecipato anche il Presidente dell’ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), Federico Testa; il responsabile Unità Tecnica dell’Antartide dell’ENEA, Vincenzo Cincotti; il direttore del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Fabio Trincardi; il Presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide del MIUR, Antonio Meloni; il responsabile del gruppo nave dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale), Lorenzo Facchin.

 

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